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sabato 6 Giugno 2026
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Il Comune non autorizza i lavori nel centro storico, ma viene condannato dal Tar. Greco: «Saia incarica i legali, gli agnonesi pagano»

«Per quasi due anni il Comune di Agnone mi ha impedito di realizzare delle opere sulla mia proprietà. Alla fine è stato il Tar Molise a stabilire una cosa molto semplice: avevo ragione io, da cittadino e da…

«Per quasi due anni il Comune di Agnone mi ha impedito di realizzare delle opere sulla mia proprietà. Alla fine è stato il Tar Molise a stabilire una cosa molto semplice: avevo ragione io, da cittadino e da avvocato». Inizia così, il consigliere regionale Andrea Greco, raccontando la vicenda giudiziaria che lo ha coinvolto, suo malgrado, ma che ha più di un risvolto di pubblico interesse.

«E non si tratta soltanto di una vicenda personale. – riprende Greco – Perché questa sentenza racconta molto di più. Racconta cosa succede quando alle parole sul rilancio del territorio, sui giovani e sugli investimenti devono seguire i fatti». Nei giorni scorsi il Tar Molise ha accolto il ricorso che Greco aveva proposto contro il Comune di Agnone, annullando il diniego con cui era stata impedita la realizzazione di un garage pertinenziale nel centro storico cittadino, in zona San Pietro. Quei lavori avrebbero dovuto essere autorizzati dal Municipio, anche in deroga ai piani regolatori locali, in applicazione di quanto previsto dalla Legge Tognoli (L. 122/1989) che consente appunto di realizzare nuovi parcheggi, nel sottosuolo o al piano terra, da destinare a pertinenza delle abitazioni. Quei lavori, tra l’altro, sarebbero stati propedeutici ad un progetto più ampio di riqualificazione dell’intero rione del centro storico di Agnone, sul quale stava investendo proprio Andrea Greco. Obiettivo finale la realizzazione di un esclusivo boutique hotel all’interno di quello che un tempo era un palazzo settecentesco, all’insegna del comfort e del lusso. Vista, tuttavia, la guerra legale intrapresa dal Municipio, ora il consigliere regionale, sia pure uscito vittorioso dal Tar, potrebbe abbandonare il progetto che invece avrebbe riqualificato l’intera zona di San Pietro.

«Non stiamo parlando di un abuso edilizio, né di speculazione immobiliare. – precisa il consigliere regionale – Stiamo parlando di un intervento di riqualificazione edilizia previsto dalla legge, destinato a realizzare un parcheggio pertinenziale in un contesto dove la carenza di posti auto rappresenta da decenni uno dei principali problemi per residenti e proprietari di immobili. Chi vive Agnone sa bene quanto il tema dei parcheggi sia cruciale per il futuro del centro storico. Se davvero vogliamo contrastare l’abbandono dei borghi e favorire il recupero degli immobili esistenti, bisogna mettere i cittadini nelle condizioni di investire, non ostacolarli. La cosa che trovo più grave è che per vedere riconosciuto un diritto previsto da una legge dello Stato sono stato costretto a rivolgermi al Tar. Non ho scelto io il contenzioso. Non l’ho cercato io. Se il Comune avesse applicato correttamente la normativa, questa causa non sarebbe mai esistita. – spiega ancora Andrea Greco – Invece l’amministrazione ha deciso di difendere fino in fondo quella scelta, conferendo un incarico legale esterno, firmato dal sindaco Daniele Saia, e sostenendo davanti ai giudici una posizione che oggi il Tar ha ritenuto illegittima».

Il risultato è una sentenza di annullamento e una condanna alle spese legali per il Comune, spese che ovviamente pagheranno i cittadini agnonesi, perché i soldi verranno presi dal bilancio comunale, non certo dalle tasche degli amministratori e dei tecnici. Si parla di tremila euro di incarico legale per l’avvocato di fiducia del Comune, più altri duemila e cinquecento euro circa di spese, come disposto dal Tar che solitamente compensa, mentre in questo caso ha condannato solo il Municipio a pagare. «Già perché la firma per gli incarichi legali la appone il sindaco, ma poi se perdono i soldi li tirate fuori voi. – riprende Greco – Gli agnonesi pagheranno qualche migliaia di euro complessivamente per il tentativo sconfessato dal Tar, di ostacolare un progetto.  Soldi pubblici che potevano e dovevano essere spesi in altro modo, magari proprio per riqualificare un minimo quel centro storico letteralmente abbandonato. Ed è qui che emerge la differenza tra la propaganda e la realtà».

Da questa vicenda che potrebbe sembrare personale, il consigliere Greco trae invece un risvolto di pubblico interesse, oltre a quello già citato delle spese che dovranno sostenere i contribuenti agnonesi: «Tutti parlano di giovani che devono restare, di investimenti e di rilancio del territorio. Poi però, quando un giovane professionista decide di investire risorse proprie nella sua città, di continuare a credere nel futuro di Agnone, anziché trovare sostegno si trova costretto a difendersi davanti a un Tribunale. Naturalmente provo soddisfazione, da cittadino, perché le mie ragioni sono state riconosciute; da avvocato, perché ho avuto l’onore di difendermi personalmente in questa battaglia insieme al collega Massimo Romano, ottenendo una sentenza che riafferma un principio semplice: la pubblica amministrazione deve rispettare la legge esattamente come ogni altro soggetto; ma da agnonese provo soprattutto amarezza. Perché il problema non è che io abbia vinto questa causa. Il problema è chiedersi quanti altri cittadini, al mio posto, avrebbero avuto il tempo, le competenze e le risorse per arrivare fino al Tar. E quanti, invece, avrebbero semplicemente rinunciato».

Andrea Greco e Massimo Romano, colleghi consiglieri regionali e avvocati

E in chiusura il consigliere e avvocato aggiunge: «Il futuro dei borghi non si costruisce con gli slogan o la propaganda spicciola mentre il territorio si desertifica. Si costruisce applicando correttamente le leggi, favorendo anche il recupero del patrimonio edilizio e sostenendo chi sceglie di investire nel proprio territorio.  Questa sentenza è la dimostrazione che tra ciò che si dice e ciò che si fa può esistere una distanza enorme. E questa volta quella distanza è stata misurata nero su bianco dal Tar Molise»

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