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martedì 21 Aprile 2026
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Giù le mani dalla Dialisi di Agnone, Greco diffida Asrem e chiede l’intervento del Ministero della Sanità

«Ho diffidato formalmente l’Azienda sanitaria regionale, la struttura commissariale e il presidente della Regione Molise a sospendere immediatamente la procedura di trasformazione dei Centri dialisi di Agnone, Venafro e Larino in Centri di assistenza limitata. Della vicenda ho interessato…

«Ho diffidato formalmente l’Azienda sanitaria regionale, la struttura commissariale e il presidente della Regione Molise a sospendere immediatamente la procedura di trasformazione dei Centri dialisi di Agnone, Venafro e Larino in Centri di assistenza limitata. Della vicenda ho interessato anche il Ministero della Salute: parliamo infatti di una scelta che non riguarda un dettaglio organizzativo, ma il cuore stesso del diritto alla salute, perché tocca pazienti fragili, cure salvavita e territori che già vivono ogni giorno la fatica dell’isolamento e della distanza».

Lo annuncia, in una nota stampa, il consigliere regionale del Molise, Andrea Greco.

«Da quanto ho potuto verificare, non risultano provvedimenti formali idonei a legittimare questa riorganizzazione, né una vera istruttoria clinica e tecnica capace di dimostrare che la trasformazione sia compatibile con la sicurezza dei pazienti. – continua Greco – Quando si tratta di questioni così delicate, di servizi salvavita, non ci si può affidare a soluzioni improvvisate, né abbassare il livello dell’assistenza con il pretesto della razionalizzazione.

Per questo, con una nota formale, ho chiesto con forza che sia garantita la continuità dell’assistenza con la presenza del personale medico e nel pieno rispetto dei Lea e delle norme sulla sicurezza delle cure. Ho chiesto anche di rendere pubblici tutti gli atti eventualmente adottati, le valutazioni fatte sulla compatibilità clinica dei pazienti, la formazione del personale e le misure predisposte per chi non è idoneo al regime di assistenza limitata.

C’è poi un altro elemento che considero gravissimo: l’Associazione nazionale Emodializzati Abruzzo-Molise non sarebbe stata coinvolta, nonostante il quadro programmatorio regionale ne preveda il ruolo nei processi di riorganizzazione. Qui non parliamo di una semplice dimenticanza, ma di una mancanza di rispetto verso i pazienti e verso chi li rappresenta.

Questi servizi rappresentano degli autentici presidi di civiltà. E quando si parla di dialisi, di persone che non possono permettersi errori, ritardi o tagli mascherati da efficienza, bisogna pretendere risposte vere, a tutti i costi».

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