Un richiamo forte alla dignità del lavoro, alla sicurezza e al diritto a vivere nei territori senza rinunce. È il cuore dell’intervento pronunciato dal sindaco di Agnone e presidente della Provincia di Isernia, Daniele Saia, in occasione delle celebrazioni del Festa dei Lavoratori, davanti al monumento simbolo della memoria operaia cittadina.
“Ritrovarci qui non è mai un’abitudine”, ha esordito Saia, sottolineando il valore identitario della cerimonia: un momento per interrogarsi “su chi siamo e dove stiamo andando”, in un contesto segnato da profondi cambiamenti nel mondo del lavoro. Tra innovazione tecnologica e trasformazioni rapide, il primo cittadino ha ribadito un principio fondamentale: “Non esiste progresso senza dignità”.

Il passaggio più incisivo è stato dedicato al tema della sicurezza sul lavoro, definita “un’attenzione quotidiana” e non “uno slogan elettorale o un peso burocratico”. Saia ha ricordato i dati più recenti: 792 morti sul lavoro in Italia nel 2025, a cui si aggiungono nuovi casi nei primi mesi del 2026. “Ogni incidente è un fallimento della società intera”, ha affermato, richiamando istituzioni e cittadini a una responsabilità condivisa.
Nel suo intervento, il sindaco ha poi ampliato lo sguardo al futuro delle aree interne, rivendicando il valore dell’Alto Molise come luogo di opportunità e non di rinuncia. Dall’artigianato tradizionale alle professioni sanitarie, fino ai giovani che oggi possono lavorare da remoto, Saia ha evidenziato come “vivere qui sia una scelta di libertà”.

Ma perché il lavoro sia davvero sostenibile, ha sottolineato, servono servizi adeguati: scuole, sanità e infrastrutture. “Non vogliamo più cittadini-eroi”, ha detto, “ma lavoratori con gli stessi diritti di chi vive in una grande metropoli”.
Un messaggio particolare è stato rivolto ai giovani, invitati a credere nelle proprie idee e a investire nel territorio: “Il nostro compito è spianarvi la strada e non lasciarvi soli contro la burocrazia”. Un impegno che chiama in causa direttamente le istituzioni locali.

A chiudere il discorso, il riferimento a Sandro Pertini, con una citazione che sintetizza il senso della giornata: “Gli uomini, per essere liberi, è necessario prima di tutto che siano liberati dall’incubo del bisogno”.
Un augurio finale, quindi, a tutta la comunità: “Buon Primo Maggio ad Agnone e a tutte le lavoratrici e i lavoratori”, nel segno di una sfida ancora aperta tra memoria, diritti e futuro.