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lunedì 18 Maggio 2026
Cultura

Editoria, dopo cinquanta anni di attività Domenico Lanciano cessa le sue pubblicazioni

Domenico Lanciano, calabrese di Agnone del Molise, ha concluso (soltanto per limiti di età) la sua lunga avventura editoriale e recentemente, in un opuscolo, ha tracciato il bilancio di oltre cinque decenni di attività volontaristica e non remunerativa,…

Domenico Lanciano, calabrese di Agnone del Molise, ha concluso (soltanto per limiti di età) la sua lunga avventura editoriale e recentemente, in un opuscolo, ha tracciato il bilancio di oltre cinque decenni di attività volontaristica e non remunerativa, realizzata al solo scopo di dare parola e visibilità a chi, per vari motivi, non ne avrebbe mai avuto la possibilità. Così, per tale sua missione sociale, espressa anche come Università delle Generazioni, è ritenuto “l’editore degli umili”.

Infatti, tra i tanti autori che ha pubblicato a proprie spese o aiutato a dare alle stampe ci sono: uno studente appena diplomato, un adolescente di campagna in carrozzina fin dalla nascita, un operaio di mattatoio, due ex detenute, un maestro elementare di borgata, un’anziana sarta, un capostazione di periferia, un muratore-emigrato all’estero, un pastore di pecore del Kosovo, un giramondo, una giovane donna che ha voluto restare anonima, una casalinga, due ignoti amanti, un impiegato di tribunale, un’infermiera, una docente universitaria tedesca (sociologa dei diseredati), una psichiatra di aree marginali, un pittore di paese, una ricamatrice, un prete povero, un onesto commediante girovago, una ultra-novantenne di montagna, e così via.

Per alcuni di loro è riuscito pure ad ottenere, sempre per proprio interessamento, non soltanto una notorietà tramite la stampa locale ma persino una ribalta televisiva sia regionale che nazionale in Rai. Da vero vocazionale “scopritore di talenti”, agli inizi della sua attività sociale (oltre 50 anni fa), già nel 1975 ha valorizzato persino una poetessa bambina di quinta elementare adottata da nonna e zie, poi rivelatasi una grande e poliedrica artista. E, in un caso, tale sua attenzione sociale ha evitato addirittura un tentato suicidio; questo pure per dimostrare il valore della gratificazione per chi vive isolato tra le pieghe di una umanità dimenticata. La scrittura salva davvero, molto spesso e, comunque, quasi sempre guarisce e giova a tutti anche lontano dai riflettori. Specialmente quando si fa “humus” silenzioso ed efficace, ma anche storia sociale.

Che ne sarà di tutto questo lungo e prezioso lavoro culturale, di tutta questa ricca documentazione sociale, testimone degli ultimi cinquanta anni, tra XX e XXI secolo? Secondo le promesse della passata Amministrazione civica, tale documentazione sociale dovrebbe andare a far parte del patrimonio pubblico agnonese, presente nella Biblioteca Comunale. Si spera, così, che la nuova Amministrazione (nata dalle elezioni del 24 e 25 maggio prossimi) dia finalmente esecuzione operativa all’acquisizione pratica, dopo lunghi anni di attesa. Poiché vale, pure per questo caso, l’ammonimento del proverbio “chi ha tempo non aspetti tempo”. Oltretutto, i molteplici libri ed opuscoli espressi da Domenico Lanciano (come autore ed editore) sono, in maggior parte, “made in Agnone” (presso i tipografi Franco Bocchetti e Antonio Litterio – in foto), per cui si salverebbe pure la memoria del lavoro locale.

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