La GRIM Scarl, il gestore del servizio idrico integrato anche per il Comune di Agnone, ha comunicato agli utenti della cittadina che sta registrando una «richiesta idropotabile inusuale rispetto agli anni precedenti». Solitamente, nelle fasi estive, il gestore del servizio, per giustificare in qualche modo il razionamento idrico, roba da terzo mondo, si appella all’ormai famigerato «calo fisiologico» della portata delle sorgenti. A quella motivazione, vera o presunto che sia, si aggiunge ora una più riscontrabile e verificabile impennata di consumi, dovuta forse ad usi improprio della preziosa risorsa idrica.

Magari qualcuno utilizza l’acqua della rete domestica per innaffiare l’orto, o peggio per riempire piscine, anche se poi quel consumo bisognerà pagarlo. Certo è che Grim registra una inspiegabile impennata di richiesta della risorsa idrica e pertanto invita gli agnonesi «ad un uso consapevole e responsabile». A tale scopo Grim ricorda che è espressamente vietato l’uso improprio della risorsa idrica, art.9 comma 1 – Regolamento del SII, che è riferito a, seguenti usi non primari: lavaggio di aree cortilizie, piazzali, terrazzi e balconi; riempimento di piscine private; irrigazione di orti e giardini; lavaggio domestico di automezzi; ogni altro utilizzo estraneo alle norme del contratto di somministrazione per le forniture ad uso domestico.
Conviene attenersi alle disposizioni impartite e soprattutto a non fare i furbi, perché la conseguenza immediata di eventuali e prolungati abusi sarà inevitabilmente il razionamento e la sospensione del flusso idrico nelle abitazioni. «Al solo fine di vigilare sul corretto uso dell’acqua, – annuncia e minaccia il gestore del servizio – la GRIM Scarl si riserverà di procedere con verifiche sui territori».