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  • Sospetti abusi sessuali sulla figlia e minacce, un arresto nel Vastese

    La Squadra Anticrimine del Commissariato di Vasto ha eseguito l’ordine di esecuzione della custodia cautelare in carcere, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari di Vasto, nei confronti di un vastese, ritenuto responsabile del reato di atti persecutori aggravati.
    La misura cautelare è stata disposta a seguito di reiterate minacce poste in essere dall’uomo nei confronti di personale in servizio presso una Casa Accoglienza per minori di una citta abruzzese, dove da qualche anno è ospitata la figlia di lui.
    Lo scorso luglio la psicologa di tale Centro, dopo aver raccolto alcune confidenze da parte della ragazza, aveva segnalato alla Procura di competenza i sospetti abusi sessuali commessi dall’uomo sulla figlia, fin da quando era piccola.
    Dal momento che il Tribunale ha ritenuto bloccare ogni contatto tra la minore e il padre, quest’ultimo ha messo in atto una serie di minacce nei confronti di personale della Casa Accoglienza ed, in particolare, nei confronti della psicologa ritenuta responsabile di aver indotto la minore a denunciare gli episodi di violenza.
    L’uomo inizialmente aveva cominciato ad effettuare decine di telefonate all’utenza della struttura con toni alterati e minacciosi nei confronti di chiunque rispondesse al telefono, tanto da costringere il personale a staccarlo, anche per non intimorire la ragazza, già provata per l’accaduto e con forti reazioni d’ansia.
    Ha poi intensificato sempre più il numero e la gravità delle minacce, arrivando a seguire la psicologa e dicendole che avrebbe sparato in bocca a lei e ai suoi figli.
    La vittima aveva rifiutato più volte di incontrare l’uomo, intenzionato a vedere la figlia a tutti i costi e questo le era costato vere e proprie forme di persecuzione, in grado di limitarne la libertà e di violare la propria privacy.
    La situazione le aveva causato un tale stato di allerta e di ansia tali da costringere la donna a cambiare le proprie abitudini di vita e a denunciare il fatto alla Polizia.
    In seguito agli accertamenti effettuati e alle informazioni rese dal personale della Casa d’accoglienza, per i fatti su descritti il G.I.P., su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Vasto, ha tenuto conto dell’evidente finalità punitiva e ritorsiva del soggetto e della particolare pericolosità sociale, disponendone la custodia cautelare in carcere presso la locale Casa Circondariale dove rimarrà a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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