«Signora, dobbiamo rinviare l’esame radiologico prenotato, perché la Radiologia del “Caracciolo” non può accettare più pazienti dall’esterno». E’ la comunicazione, per certi versi incredibile, che molti residenti dell’Alto Molise in attesa di un esame diagnostico hanno ricevuto dal Cup dell’Asrem in questi giorni. In realtà solo i più fortunati sono stati contattati dal centro prenotazione, perché qualcuno è arrivato lì in ospedale, nel giorno stabilito, ed è stato rispedito a casa. Che sia saltato e sia stato amputato a colpi di ascia e di mannaia anche l’ultimo reparto funzionante e operativo dell’ospedale “Caracciolo” di Agnone? Non è proprio così, non ancora almeno, anche se il trend pare essere proprio quello.

Di vero c’è che la Radiologia da qualche giorno non accetta più pazienti dall’esterno, ma solo quelli interni, i ricoverati in sostanza, lì al “Caracciolo” o anche provenienti da altri ospedali. La motivazione di quello che di fatto è un dimezzamento del servizio offerto ai pazienti e al territorio va cercata nella solita e cronica carenza di personale, alibi dietro il quale si trincerano da sempre dall’Asrem. In tutta la zona di Isernia, quindi anche di Agnone, mancano medici radiologi che possano refertare gli esami diagnostici effettuati al “Caracciolo” o anche al “Veneziale” di Isernia.

I medici ci sono, ma sono pochi e non riescono a refertare più di un certo numero di esami. Stesso discorso per Campobasso, mentre le cose vanno leggermente meglio a Termoli. Lì qualche radiologo in più in grado di “leggere” gli esami diagnostici a distanza e quindi di refertare in tempo reale c’è in servizio, ma pare che non si riesca, non possa o non voglia garantire la copertura dei vari reparti di Radiologia dislocati su tutto il territorio regionale del Molise. Un carico di lavoro eccessivo, magari superabile con qualche indennità aggiuntiva, come spesso accade, e infatti pare si stia trattando con l’azienda sanitaria proprio sulla questione “denari”. Tra l’altro in questo periodo, a complicare ancor di più le cose, arrivano, come un ordigno ad orologeria, le ferie del personale, perché in Italia, per inspiegabili motivi forse legati a dinamiche di gregge, si va in vacanza tutti nello stesso periodo. E così, con i medici che partono per le meritate ferie, gli ospedali si svuotano e viene a mancare, ancor più del solito, il famoso personale specializzato che sia in grado di refertare gli esami diagnostici, sia in presenza che da remoto.

Quindi la Radiologia del “Caracciolo” riduce le prestazioni e non accetta pazienti provenienti dall’esterno, fino a nuovo ordine. Inoltre il facente funzioni di cappellano ospedaliero ha ricevuto ordine di smantellare e chiudere la cappella, dove ancora si celebra messa ogni domenica e nelle feste comandate, proprio a beneficio dei ricoverati. Anche in questo caso la motivazione è semplice, quasi banale: a breve non ci saranno più degenze, perché la struttura di Agnone perde la qualifica di ospedale, diventando un “ospedale di comunità”, quindi una struttura infermieristica. Viene meno, così, la necessità di garantire un servizio di assistenza religiosa. Tra l’altro il sacerdote che fino ad oggi ha garantito quel tipo di servizio è stato spedito al confino come amministratore parrocchiale di Santa Maria della Pietà in Roccaspromonte, una frazione di Castropignano. Amen.
Francesco Bottone