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  • Grim dà i numeri: secondo il gestore una donna in Alto Molise avrebbe consumato più di un milione di litri d’acqua

    Milletrecentoquarantanove virgola novantatre euro da pagare. E il problema è che la fattura non si riferisce ad una partita di Champagne, ma di semplice acqua corrente. Succede a Poggio Sannita, anzi in una frazione denominata contrada Sente I, dove una donna del posto, titolare di un allaccio alla rete idrica, si è vista recapitare, appunto, una richiesta di saldo di oltre mille e trecento euro.

    Si tratta, come spiegato dal figlio della donna che ha realizzato anche un video-denuncia postandolo su alcuni social, di una fattura di conguaglio del periodo compreso tra il giugno del 2022 e il settembre del 2025. La Grim, carrozzone politico che gestisce, si fa per dire, il servizio idrico integrato, ha addebitato alla povera donna di Poggio Sannita la bellezza di mille cento e quattro metri cubi di acqua, cioè più di un milione di litri di acqua.

    Tenuto conto che mediamente, per una famiglia di tre o quattro persone, il consumo annuo si aggira tra i 150 e i 250 metri cubi, evidentemente la Grim deve aver considerato la donna caccavonese come colei che dal proprio rubinetto alimenta direttamente il fiume Verrino o il Sente o addirittura tenti di riempire la diga di Chiauci. Le sciocchezze messe nero su bianco dalla Grim non finiscono qui, perché sempre in fattura si legge chiaramente che la nuova lettura, quella da migliaia di metri cubi di consumo, è stata fatta alla data di sostituzione del contatore. Peccato che il contatore, come mostrato in video dallo stesso figlio della donna intestataria dell’utenza, non sia stato affatto sostituito. E tra l’altro i numeri che segna il contatore non corrispondono affatto a quelli indicati in fattura.

    «Vorrei capire da questi “maghi” dove hanno preso questi numeri» commenta amareggiato il figlio della donna. E ancora: «O se li sognano la notte, oppure giocano al lotto, però sulla vita della povera gente». Già, perché alla donna caccavonese probabilmente servirà proprio una vincita al lotto prima di poter saldare quella fattura per uno stratosferico consumo di acqua che evidentemente non può esserci stato altrimenti tutto il resto dell’Alto Molise si sarebbe trasformato in un deserto inospitale e privo di vita.

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