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domenica 3 Maggio 2026
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Vegetazione in fiamme, un’ora e mezza per intervenire. Con il ponte Sente aperto avrebbero impiegato dieci minuti

Un incendio di vegetazione e la necessità di intervenire da parte dei Vigili del fuoco. Il rogo, anzi i roghi, perché le colonne di fumo erano almeno cinque, nel pomeriggio di martedì in località lago "La Croce", al…

Un incendio di vegetazione e la necessità di intervenire da parte dei Vigili del fuoco. Il rogo, anzi i roghi, perché le colonne di fumo erano almeno cinque, nel pomeriggio di martedì in località lago “La Croce”, al confine tra i territori comunali di Belmonte del Sannio e Castiglione Messer Marino, a monte del tracciato della ex statale Istonia, poco prima del vecchio ponte sul sente, quello che segna il confine amministrativo tra due regioni.

Serve l’intervento dei Vigili del fuoco, perché nella zona interessata dal fuoco sono presenti alcune stalle e la centrale eolica su monte Castelfraiano. La competenza territoriale è del comando provinciale di Chieti, che ricevuta la richiesta di intervento chiede aiuto a Isernia. La squadra del distaccamento di Agnone potrebbe intervenire e raggiungere l’incendio in pochi minuti. Potrebbe, ma non può nella realtà dei fatti, perché quella tempistica che renderebbe efficace l’intervento sarebbe stata possibile con il ponte Sente aperto al traffico, magari proprio ai soli mezzi di soccorso.

Il viadotto, tuttavia, è chiuso da quasi nove anni e dopo il maltempo delle scorse settimane è chiusa al traffico, per frana, anche la ex statale Istonia che da Secolare di Agnone avrebbe permesso ai Vigili del fuoco di raggiungere lo scenario dell’incendio in una ventina di minuti circa. Quindi Agnone è fuori gioco, proprio a causa dell’isolamento, e alla centrale operativa di Chieti non resta che inviare sul posto una squadra in partenza da Vasto.

Uomini e mezzi partono dalla città adriatica e raggiungono l’incendio non prima di un’ora e mezza, il tempo di percorrenza da Vasto a Castiglione appunto, passando per la provinciale che dalla Trignina risale per l’abitato di Schiavi di Abruzzo. Per fortuna il rogo, complice anche la nuvolosità e le temperature non ancora troppo alte, è stato messo sotto controllo dal personale operante, ma il caso di cronaca ha reso del tutto evidente come la viabilità compromessa e l’isolamento territoriale aumentano la vulnerabilità del territorio e rendono più complessa e sicuramente meno efficace anche gli interventi di soccorso tecnico urgente dei Vigili del fuoco.

Nelle more delle decisioni di Anas e Ministero in merito alla percorribilità del viadotto sul Sente, sarebbe utile al territorio un’apertura riservata esclusivamente ai mezzi di soccorso quali appunto ambulanze, Vigili del fuoco e forze dell’ordine.

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