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venerdì 12 Giugno 2026
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Abitare i Paesi: territorio, paesaggio e futuro delle aree interne, ma serve garantire i servizi essenziali

"Abitare i Paesi: Territorio, Paesaggio e Futuro delle Aree Interne" è il titolo del convegno organizzato dai Lions Club Termoli Host, Termoli Tifernus e Larino, in collaborazione con il Comune di San Martino in Pensilis, che si è…

Abitare i Paesi: Territorio, Paesaggio e Futuro delle Aree Interne” è il titolo del convegno organizzato dai Lions Club Termoli Host, Termoli Tifernus e Larino, in collaborazione con il Comune di San Martino in Pensilis, che si è svolto presso la Sala Consiliare del Palazzo Baronale di San Martino in Pensilis.

Il convegno si è aperto con i saluti di Nicola Muricchio, Presidente Lions Club Termoli Host e di Giovanni Di Matteo, Sindaco del Comune di San Martino in Pensilis. Il professor Rossano Pazzagli, docente di Storia del Territorio e dell’Ambiente all’Università del Molise e Direttore della Scuola dei Piccoli Comuni, ha guidato l’incontro con il suo contributo scientifico.
Il moderatore, prof. Michele Fratino, ha sottolineato la passione del professore per lo studio della storia del paesaggio agrario, ribadendo come la ricerca storica deve essere guida al futuro e non fonte di sterile teorizzazione. Pazzagli rappresenta uno dei maggiori esperti italiani nel campo della storia ambientale e territoriale, coniugando la ricerca accademica rigorosa all’impegno concreto verso le comunità locali.

Le aree interne italiane affrontano sfide significative: spopolamento, invecchiamento demografico e marginalizzazione economica. Tuttavia, questi territori custodiscono un patrimonio straordinario di conoscenze, tradizioni e potenzialità ancora da valorizzare. L’80% del territorio italiano è caratterizzato da morfologia collinare, e i piccoli comuni sotto i 5.000 abitanti rappresentano la spina dorsale della civiltà italiana, secondo la visione di Carlo Cattaneo.

Tra gli anni 1950 e 1970, mentre l’Italia conosceva uno sviluppo economico senza precedenti, molti paesi dimezzavano la loro popolazione. In quegli anni a fronte di un aumento demografico complessivo di 7 milioni di italiani, i territori interni si sono progressivamente svuotati. Nei decenni successivi, lo spopolamento ha continuato, accompagnato da una contrazione demografica generale, solo parzialmente compensata dall’arrivo di circa 5 milioni di immigrati.

Secondo il prof. Pazzagli, la soluzione delle problematiche del territorio richiede strategie di lungo periodo, anche di 30 anni,
fondate su un paradigma completamente nuovo. Il modello attuale di sviluppo, basato su competizione sfrenata, processi di concentrazione, velocità e individualismo, ha generato la marginalizzazione progressiva dei nostri territori. Questo paradigma
deve essere radicalmente sostituito da un modello che esalti la partecipazione, la cooperazione, la solidarietà e il bene comune,
restituendo dignità alle comunità locali e alle loro potenzialità. Il prof. Pazzagli ha evidenziato come il territorio italiano sia una
rete di paesi e comunità, le cui trasformazioni nel paesaggio raccontano storie di sviluppo diseguale. Ha sottolineato che lo scopo dello studio storico è comprendere il futuro per costruire soluzioni sostenibili, ribadendo il rischio che le iniziative si arenino in “progetti vuoti e disancorati dalle realtà locali”.

La governance locale deve valorizzare l’autonomia dei comuni e promuovere collaborazione fra realtà locali anziché accorpamenti
forzati. La scelta di creare macro comuni rappresenterebbe un errore; al contrario, la cooperazione volontaria tra le diverse realtà comunali è la strada corretta. Le iniziative devono partire dal basso: dai cittadini, dalle istituzioni locali, dalle associazioni di volontariato e dalle parrocchie, puntando anche all’integrazione dei nuovi arrivati secondo principi di inclusione e solidarietà.
L’innovazione accessibile deve sfruttare la tecnologia per creare opportunità lavorative nei piccoli paesi, non come un ritorno al passato, ma come scoperta di nuove possibilità che esaltino le potenzialità locali.

La tutela dei servizi essenziali, come le piccole scuole, i servizi locali e sanitari è fondamentale per la sopravvivenza delle comunità. La perdita della scuola ad esempio può rappresentare, letteralmente, un “atto di morte” per la comunità.

Il Sindaco di San Martino in Pensilis, Giovanni Di Matteo, ha evidenziato come molte scelte sbagliate del passato, frutto di decisioni politiche assunte senza adeguata comprensione del contesto territoriale, continuino a pesare sulle comunità locali. Ha sottolineato, tuttavia, la necessità di accettare le sfide contemporanee per proporre soluzioni calibrate su quelle che sono le esigenze locali. Il Governatore Stefano Maggiani del Distretto 108A ha ricordato che il Lions Club International persegue il suo servizio a favore delle comunità locali, cercando di favorire una presenza sempre più capillare attraverso la creazione di nuovi club anche nei paesi più piccoli. Ha sottolineato come la collaborazione tra associazioni e cittadini possa favorire una “rinascita dal basso”, riprendendo l’invito del Presidente Kennedy a essere cittadini attivi: «Non chiedete cosa può fare il vostro paese per voi, chiedete cosa potete fare voi per il vostro paese».

Maggiani ha osservato come l’imprenditoria privata e l’iniziativa locale siano riconosciute come leve fondamentali per generare nuove opportunità sociali ed economiche, purché orientate verso principi di sostenibilità territoriale e beneficio collettivo.
Il governatore ha infine lodato i presidenti del Termoli Host Nicola Muricchio, del Termoli Tifernus Ilio Giordano e del Club di Larino Marilena Astolfo per aver promosso un convegno di così grande attualità per il nostro territorio.

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