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  • Carabiniere di Agnone e Poliziotto cantano insieme in Rai contro la violenza sulle donne

    «Il mondo ha bisogno di pace e amore. Noi siamo andati a dirlo nella piazza più grande d’Italia. Abbiamo presentato il nostro progetto “Love To Love” nella piazza de “I Fatti Vostri” su Rai2». Sono le parole di Sobrino Coppetelli, carabiniere del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Agnone, e di Paolo Izzi, un poliziotto in servizio presso la Questura di Isernia, che nei giorni scorsi sono stati protagonisti di una performance musicale sulla Rai, nell’ambito della seguitissima trasmissione “I Fatti Vostri”. «Un originale due musicale», come li ha definiti il conduttore televisivo, che ha realizzato una canzone particolare, contro la violenza sulle donne. «E la particolarità è che loro sono in prima linea per combattere ogni forma di violenza. Infatti il cantante è un carabiniere e il chitarrista è un poliziotto».

    Un appuntato scelto dell’Arma e un vice ispettore della Polizia di Stato, entrambi provenienti dalla provincia di Isernia e da Agnone nel caso del Carabiniere, in diretta sulla Rai per lanciare un messaggio forte e incisivo contro la violenza sulle donne. «Siete due appartenenti alle Forze dell’ordine, come vi è venuta questa idea di suonare insieme?» ha chiesto il conduttore e giornalista Salvo Sottile. «Ci siamo incontrati per motivi di lavoro, – ha raccontato l’appuntato Coppetelli – e ci siamo messi a parlare: io suono, io canto, facciamo qualcosa insieme». «I musicisti si riconoscono e si cercano e tra noi è stata la stessa cosa» ha confermato il vice ispettore Izzi. Il loro brano si intitola “Neanche una in più“. «Non puoi truccare un occhio nero…» recita un passo della canzone.

    «Gli occhi di una donna dicono molto e non si dimenticano, al di là del lavoro che facciamo. – ha raccontato Sobrino Coppetelli – Basta accendere la tv, ogni giorno è un continio» parlando dei troppi casi di violenza sulle donne che intasano le cronache nazionali e locali. Toccante il racconto del poliziotto Izzi che, subito dopo il lancio del brano contro la violenza sulle donne, ha ricevuto un messaggio sui social da una giovane donna vittima di violenza. «Ho capito immediatamente che stava chiedendo aiuto, – ha spiegato il vice ispettore – e mi sono premurato di contattare il centro antiviolenza più vicino mettendola in contatto con chi poteva aiutarla concretamente. A distanza di quattro o cinque mesi ho ricevuto un altro messaggio, con il quale mi confermava che aveva effettivamente avuto aiuto e che finalmente era una donna libera».

    «La musica manda un messaggio forte e deve sempre raccontare qualcosa» ha aggiunto Sobrino Coppetelli, che è anche il compositore del testo di “Neanche una in più”. Queste le sue parole, messe in musica dal collega poliziotto Izzi: «Storie di madri, storie di figlie e donne; storie di madri, storie di amori. Che amore non dà. Storie distorte di un uomo meschino, storie di odio e di un livido orrore. No, non si può. Cronache oscene, figlie del male più nero, perché è nascosto. Il male più vero a muso duro, non si può. Non puoi truccare un occhio nero. Non puoi nascondere il male osceno. Neanche una in più dovrai. Mostra il tuo sguardo e capirai. E tu specie bastarda, figlia del male nero, in questa vita o nell’altra avrai il posto che spero. Tu specie bastarda, figlia del male nero, in questa vita o nell’altra avrai il posto che spero».

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