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domenica 19 Aprile 2026
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Frane e ponte Sente, il sindaco Saia su Propaganda Live: «Forti e gentili sì, ma fessi no»

«Noi sindaci siamo come Gesù Cristo, ma senza il Cireneo: se ci cade la croce, ce la dobbiamo raccogliere da soli, perché nessuno ci aiuta». La battuta del sindaco di Agnone, Daniele Saia, alle telecamere di "Propaganda Live",…

«Noi sindaci siamo come Gesù Cristo, ma senza il Cireneo: se ci cade la croce, ce la dobbiamo raccogliere da soli, perché nessuno ci aiuta». La battuta del sindaco di Agnone, Daniele Saia, alle telecamere di “Propaganda Live“, che nei giorni scorsi è stata suoi luoghi del dissesto in Alto Molise, è sicuramente ad effetto e racconta un isolamento non solo causato dalle frane e dagli smottamenti, ma anche dalle istituzioni a più alto livello, dalla Regione e dallo Stato centrale.

Contattata dai cronisti delle testate giornalistiche locali, la redazione del noto programma televisivo di La7 ha inviato sul posto la sua troupe. Ad accogliere Diego Bianchi sulle frane alle porte di Agnone, oltre al primo cittadino, anche il vicesindaco Giovanni Amedeo Di Nucci e l’assessore al sociale Enrica Sciullo, nonché il consigliere comunale di Castiglione Messer Marino, Federico Sciartilli.

E le telecamere di “Propaganda Live” si sono accese, con la solita ironia, sulle frane, sul dissesto e sull’isolamento in cui è stretto, davvero come una morsa, l’Alto Molise. Saia, che è anche geologo, oltre ad essere sindaco e presidente della Provincia, ha dichiarato a Diego Bianchi che proprio il declassamento delle Province, enti ormai depotenziati e senza capacità di cassa, è una concausa del dissesto idrogeologico.

«Prima c’erano i cantonieri e si faceva manutenzione ordinaria e anche minuta sulle strade provinciali, – ha ricordato Saia – ora i cantonieri non ci sono più; non si fa manutenzione e succede il dissesto che vediamo». Strade franate, collegamenti interrotti, servizi stoppati, disagi che si sommano a quelli soliti ai quali sono abituati i residenti delle “terre alte” tra Abruzzo e Molise.

E il medico in pensione e vicesindaco Di Nucci ha spiegato a Bianchi cosa i commissari intendono fare dell’ospedale di area disagiata di Agnone: una struttura a gestione infermieristica, con un solo medico che andrà ad affacciarsi per qualche ora alla settimana. Un altro servizio tagliato dalla politica: posti di lavoro che vengono meno e ulteriori disagi per l’utenza che resterà senza neanche un pronto soccorso e una ambulanza dell’emergenza urgenza.

Toccata con mano, letteralmente, a scimmiottare il Ministro Salvini, la frana alle porte di Agnone, la troupe e gli amministratori sono andati sulla “mulattiera”, a sua volta franata in località Serra San Martino, agro del Comune di Belmonte del Sannio, dove c’è stato l’incontro con il consigliere comunale di Castiglione, Federico Sciartilli, in rappresentanza dell’amministrazione, ma soprattutto della comunità abruzzese che ora non può più utilizzare la ex statale Istonia.

Il ponte Sente chiuso da quasi nove anni per un «imminente rischio crollo» certificato così, a occhio, senza alcuna indagine strumentale, e la riapertura, dopo trent’anni di abbandono, della “mulattiera”. Oggi anche quel piano B è franato, letteralmente. «Il ponte Morandi, che era crollato, è stato ricostruito e riaperto dopo due anni a Genova; il ponte sul Sente è chiuso da quasi nove anni. Questo non per polemizzare, ma per evidenziare le differenze territoriali. E’ chiaro che il ponte a Genova genera una parte del Pil dell’Italia, però abbiamo dei diritti anche noi» ha protestato il sindaco Saia, denunciando pubblicamente una palese differenza di trattamento, una vera e propria discriminazione.

«Non vogliamo essere degli eroi, vogliamo essere trattati esattamente come tutti gli altri cittadini italiani, avere gli stessi diritti che hanno gli altri, a prescindere da dove si vive e si ha la residenza», ha insistito Saia. E in chiusura del servizio Diego Bianchi ha riassunto: viadotto Sente chiuso, “mulattiera” chiusa a sua volta, l’ospedale a rischio chiusura e declassamento, «vabbè, dai, ma voi abruzzesi e molisani siete forti e gentili». «Forti e gentili sì, – ha replicato Saia – ma fessi no».

Francesco Bottone

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