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  • Norme anti-Covid non rispettate, 1400 euro di multa all’Agnonese. La società: “Faremo ricorso”

    Millequattrocento euro di multa a fronte di 960 euro incassati. Fa discutere e non poco il provvedimento notificato ieri mattina dai Carabinieri di Agnone al presidente dell’Olympia Agnonese, Antonio Melloni. L’ammenda, così come riportato nel dispositivo, riguarda norme anti Covid non rispettate durante l’incontro di calcio del campionato di serie D disputato allo stadio ‘Civitelle’ domenica scorsa tra la locale squadra e il Matese. Nel verbale innalzato dagli uomini dell’Arma si parla tra l’altro di botteghini aperti, posti non numerati, un insufficiente servizio di controllo e dispositivi igienizzanti oltre all’assenza di sistemi di controllo automatici o manuali per il rilevamento del numero degli spettatori. Il tutto riconducibile  all’ordinanza emanata dal presidente della Regione Molise, Donato Toma a poche ore prima dalla disputa del match. La società granata non ci sta e oltre ad annunciare ricorso intente chiarire alcuni aspetti.  

    “Si tratta di una multa ingiustificata che rappresenta la fine del calcio nelle categorie dilettantistiche – sottolinea amareggiato uno storico dirigente del club altomolisano -. Premesso che l’ordinanza di Toma è arrivata poche ore prima della disputa dell’incontro, premesso di aver dato seguito alla riduzione della capienza e quindi dei tagliandi portati a 250, ci siamo subito adoperati affinché da garantire la più totale sicurezza degli spettatori che avevano l’obbligo di mascherina e autocertificazione consegnata all’entrata. Inoltre, da registrare la vendita in prevendita del 50% dei biglietti oltre a installate in vari settori dell’impianto una cartellonistica adeguata al rispetto delle norme. Ed ancora: i posti a sedere sono stati tutti distanziati con apposite indicazioni e non ci risulta che all’apertura dei due botteghini, uno per gli ospiti, l’altro per i locali, si siano verificati assembramenti come accaduto in altre situazioni (vedi bar, ristoranti, feste paesane, ecc.) che tuttavia hanno eluso controlli o multe da migliaia di euro. Se infine, ma non da ultimo – conclude il dirigente ascoltato da l’Eco online – valutiamo che ad assistere alla gara c’erano meno di 100 persone in uno impianto che può contenerne almeno 1000, l’ammenda è quanto meno spropositata e ci induce sul continuare o meno l’esperienza in un torneo interregionale che da 14 anni consecutivi ci vede protagonisti anche grazie a serietà, professionalità e rispetto delle norme. Scusate se è poco”.

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