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giovedì 23 Aprile 2026
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Declassamento della Dialisi, la minaccia dei pazienti: «Senza medico non dializziamo»

Hanno inscenato una protesta davanti all'ospedale "San Francesco Caracciolo", ieri mattina, in Agnone, i dializzati del territorio che fanno riferimento al reparto dialisi della struttura sanitaria. Il rischio concreto, come sempre è quello di un taglio ai servizi,…

Hanno inscenato una protesta davanti all’ospedale “San Francesco Caracciolo”, ieri mattina, in Agnone, i dializzati del territorio che fanno riferimento al reparto dialisi della struttura sanitaria. Il rischio concreto, come sempre è quello di un taglio ai servizi, camuffato da ridimensionamento e declassamento. L’idea dell’Asrem e dei commissari alla sanità del Molise vogliono procedere alla trasformazione dell’attuale centro dialisi del “Caracciolo” in un centro di assistenza limitata. Stessa sorte per gli analoghi reparti di Venafro e Larino.

Proprio nei giorni scorsi il consigliere regionale Andrea Greco ha annunciato di aver diffidato formalmente l’Azienda sanitaria regionale, la struttura commissariale e il presidente della Regione Molise a «sospendere immediatamente la procedura di trasformazione dei Centri dialisi di Agnone, Venafro e Larino in Centri di assistenza limitata». Ieri mattina, in Agnone, sono scesi in strada i dializzati, pazienti fragili dal punto di vista della salute magari, ma non certo rassegnati a farsi sfilare da sotto il naso l’unico servizio sanitario rimasto disponibile.

«Sta per accadere che vorrebbero trasformare il reparto dialisi di Agnone in un cosiddetto Cal, cioè centro di assistenza limitata. – hanno spiegato ai cronisti locali i pazienti, proprio davanti all’ingresso dell’ospedale “Caracciolo” – In sostanza saranno installate delle macchine, delle apparecchiature elettroniche, una sorta di colonnine davanti alle quali i dializzati dovrebbero stare da soli, senza un medico a supervisionare, ma solo la sola presenza di personale infermieristico».

Il medico nefrologo, Ettore Mastrangelo

Il tutto in linea con la decisione di declassare il “Caracciolo” a ospedale di comunità, struttura a gestione infermieristica appunto. Il problema è che a breve l’unico medico, il dottore Mastrangelo, andrà in pensione e l’Asrem non sa che pesci prendere per poterlo sostituire. Meglio installare dei “robottini” dove i dializzati saranno “attaccati” dal personale sanitario. Il disegno è questo. La protesta dei pazienti, che la pazienza l’hanno quasi persa ormai, è stata proprio contro l’installazione di quei macchinari, come se uno strumento, sia pure sofisticato, potesse sostituire la competenza e la stessa empatia di un medico specializzato.

«Dei sedici dializzati che fanno riferimento all’ospedale di Agnone, ben quattordici hanno altre patologie gravi a causa delle quali non potranno più dializzare qui se venissero installate quelle apparecchiature e non ci fosse più un medico. Noi ci dovremmo quindi spostare verso l’ospedale di Isernia o quello di Campobasso. Non ci sono le auto che possono accompagnare, dobbiamo quindi utilizzare mezzi propri, magari coinvolgendo figli e parenti. – hanno spiegato i dializzati del territorio dell’Alto Molise e Vastese – Il servizio dialisi, come è oggi, qui ad Agnone, è un salvavita per tutti noi. Per noi è assolutamente indispensabile che resti e sia presente un medico nefrologo, altro che robottini. E lo abbiamo già detto al direttore sanitario: se ci togliete il medico noi non dializzeremo. Siamo pronti a questa protesta eclatante».

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