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domenica 26 Aprile 2026
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Ponte Sente: il Ministro Salvini dice una cosa, la Protezione civile ne fa un’altra e il viadotto resta chiuso

La sensazione è che ciascun rappresentante politico e ogni istituzione stia procedendo in ordine sparso, senza alcun raccordo e sinergia. Il ché fa aumentare il sospetto che si tratti solo, ancora una volta, di chiacchiere inconcludenti. La Protezione…

La sensazione è che ciascun rappresentante politico e ogni istituzione stia procedendo in ordine sparso, senza alcun raccordo e sinergia. Il ché fa aumentare il sospetto che si tratti solo, ancora una volta, di chiacchiere inconcludenti.

La Protezione civile nazionale fissa una videocall, indetta dal capo dipartimento Ciciliano, per mercoledì prossimo, con all’ordine del giorno il ponte sul Sente. Un «confronto necessario per predisporre un sopralluogo congiunto per la verifica tecnica per una un’eventuale riapertura parziale e contingentata della struttura» ha spiegato l’assessore regionale d’Abruzzo, Tiziana Magnacca, che ha sollecitato quell’incontro per il tramite della Protezione civile regionale e del direttore Scelli. Parteciperanno l’Anas, la Provincia di Isernia e la Protezione civile della Regione Abruzzo, oltre ovviamente al Dipartimento nazionale guidato da Ciciliano. Non pervenuta la Regione Molise, come se la farsesca questione del viadotto sul Sente non la riguardasse.

Quasi a bruciare quello che ormai era considerato il possibile punto di svolta di una situazione che si trascina da quasi nove anni, il viadotto sul Sente è chiuso al traffico ormai dal settembre del 2018, arrivano a sparigliare le carte le dichiarazioni rese in Senato, nel corso di una seduta del question time, dal Ministro per le Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini. Rispondendo alle interrogazioni dei senatori, il vice premier ha spiegato: «Stiamo lavorando per prevedere, in sede di conversione del decreto legge commissari, all’esame del Senato, il commissariamento del ponte crollato sul Trigno per accelerarne progettazione e ricostruzione, e lo stanziamento delle risorse necessarie pari a circa venti milioni di euro, con un emendamento ad hoc. Nello stesso provvedimento – ha poi sottolineato – si interverrà sul viadotto del Sente. Anas è impegnata a depositare entro il 28 aprile la relazione tecnica per l’avvio dei primi interventi di manutenzione che in circa due mesi consentiranno la riapertura del viadotto in sicurezza a traffico alternato e per traffico leggero; per la definitiva messa in sicurezza dell’opera il costo dei lavori è stimato in circa quindici milioni di euro, di cui nove già stanziati».

Delle due l’una: o il Ministro non è a conoscenza delle iniziative del Dipartimento nazionale della Protezione civile, cosa piuttosto difficile da credere, oppure la videocall fissata da Ciciliano è solo fuffa, fumo negli occhi, mentre tutto è già stato deciso, con il cronoprogramma comunicato in Senato dallo stesso Salvini. L’intervento della Protezione civile nazionale, dunque, sarebbe tutta scena, perché di fatto il ponte Sente oggi è un cantiere e ne risponde, anche in termini di sicurezza, il personale tecnico dell’Anas, non la Protezione civile, né lo stesso Ministero.

Se si riapre e succedesse qualcosa, nella peggiore e irrealistica delle ipotesi, i Carabinieri andrebbero a cercare l’ingegnere dell’Anas che ha messo la firma autorizzativa, non certo Salvini e men che meno Ciciliano. La cosa più credibile e realistica, quindi, resta quanto comunicato dal titolare del dicastero delle Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini appunto, secondo il quale la decisione di riaprire al traffico, sia pure parziale e limitato a quello leggero, c’è già ed è sottoposta a vincoli di tipo tecnico, non certo politico.

Dando per buone le parole del Ministro, ma non è la prima volta che promette mari e monti, anzi ponti, per l’Alto Molise, salvo poi dimenticarsi della parola data, il viadotto sul Sente, chiuso da quasi nove anni, dovrebbe essere riaperto al traffico tra un paio di mesi, dopo il completamento degli interventi di messa in sicurezza del primo stralcio. Nessuna accelerazione, dunque, favorita dall’intervento della Protezione civile nazionale, ma tutto come previsto dal cronoprogramma.

«Il mio obiettivo – ha chiuso Salvini in Senato – è stanziare il denaro necessario nella conversione del decreto legge citato prima. Anas è pronta ad avviare i lavori che si concluderanno in duecentocinquanta giorni». Nove mesi circa, una gestione ancora lunga per il viadotto Sente, sempre ammesso e non concesso che il Ministro, almeno questa volta, abbia dichiarato il vero. Tra l’altro c’è un altro problemino che almeno in questa fase né Salvini né la Cicicliano pare abbiano considerato.

La galleria “La Civita”, sul territorio di Castiglione Messer Marino, quella appena dopo il viadotto Sente, è chiusa al traffico per motivi di sicurezza: infiltrazioni di acqua, distacchi dalla calotta e fondo stradale dissestato. Nei mesi scorsi il prefetto di Chieti ordinò alla Provincia teatina di chiuderla dopo un sopralluogo che ne attestò la presunta pericolosità. Dunque, anche se il ponte Sente riaprisse effettivamente al traffico, il flusso di auto e mezzi si arresterebbe mezzo chilometro più a monte, all’imbocco sbarrato della galleria “La Civita”.

Francesco Bottone

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