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giovedì 11 Giugno 2026
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Rifiutò di collaborare con i militari nazisti, fu deportato in un lager in Stiria: targa di riconoscenza al sottotenente Abramo Rossi

Nel pomeriggio di ieri, presso la sede del Comando provinciale di Pescara, il Comandante della Legione “Abruzzo e Molise”, Generale di Brigata Gianluca FEROCE ed il Comandante Provinciale di Pescara, Colonnello Stefano RANALLETTA, hanno ricevuto il Sottotenente Abramo…

Nel pomeriggio di ieri, presso la sede del Comando provinciale di Pescara, il Comandante della Legione “Abruzzo e Molise”, Generale di Brigata Gianluca FEROCE ed il Comandante Provinciale di Pescara, Colonnello Stefano RANALLETTA, hanno ricevuto il Sottotenente Abramo ROSSI, in una ristretta cornice di colleghi e familiari, consegnandogli una targa donata dall’amministrazione comunale di Roccaraso, datata 18 aprile 2026, per il servizio svolto a favore di quella comunità tra gli anni 60 e 70 del secolo scorso.

“Al Sottotenente Abramo ROSSI la riconoscenza del comune di Roccaraso per la grande umanità e lo spirito di collaborazione con cui ha interpretato il ruolo di Comandante della locale Stazione Carabinieri”, dal 12 aprile 1966 al 28 ottobre 1976. Nella motivazione consegnata all’Ufficiale dal Comandante della Legione, si legge: Contraddistinto per il coraggio di negare collaborazione ai militari tedeschi da cui scaturì la pesante condizione di “Internato Militare Italiano”, deportato nel lager 18° A, situato nelle campagne di Trofaiach, nella regione della Stiria in Austria.

Nel corso dell’ incontro, il Generale Feroce ha rivolto parole di apprezzamento per il lungo e oneroso servizio svolto dal militare nell’Arma: «E’ un onore per me consegnare questa targa di ringraziamento al Sottotenente Abramo ROSSI per l’esemplare lavoro che ha svolto nella cittadina di Roccaraso, quale Comandante della locale Stazione Carabinieri, facendosi apprezzare per l’ottimo lavoro svolto, per la disponibilità, per la sensibilità sempre dimostrata, infondendo nella comunità quel senso di fiducia e di accoglienza negli anni più difficili del nostro Paese».

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