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venerdì 12 Giugno 2026
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Ospedale declassato, la Giunta di Poggio Sannita: «Scelta che cambia la geografia dei diritti»

Il primo atto ufficiale votato dalla nuova Giunta comunale di Poggio Sannita è il ricorso al Tar contro i decreti dei commissari ad acta in merito alla riconversione dell'ospedale "Caracciolo" di Agnone. Nei giorni scorsi, nella stessa data…

Il primo atto ufficiale votato dalla nuova Giunta comunale di Poggio Sannita è il ricorso al Tar contro i decreti dei commissari ad acta in merito alla riconversione dell’ospedale “Caracciolo” di Agnone. Nei giorni scorsi, nella stessa data della nomina dell’esecutivo tra l’altro, la Giunta composta dal neo sindaco Raffaele Policella, dal vice sindaco Nicolino Battista e dalla assessore Giovanna Bartolomeo, che ha ricevuto anche la delega alla Sanità, Politiche sociali ed assistenziali, ha esaminato la proposta di adesione al ricorso al Tar contro il piano operativo sanitario.

«La prevista riconversione del presidio ospedaliero di Agnone da ospedale di area disagiata ad ospedale di comunità non risulta sorretta da un’istruttoria completa, specifica e territorialmente calibrata, – spiegano dalla Giunta di Poggio Sannita – né da un quadro sostitutivo già attivo e verificato idoneo ad assicurare la continuità dei livelli essenziali di assistenza nell’area dell’Alto Molise e dell’Alto Vastese». 

Il “San Francesco Caracciolo” di Agnone è un «presidio indispensabile per assicurare il diritto costituzionale alla salute e la sopravvivenza, in un sistema di prossimità e di sussidiarietà, in due aree molto interne dell’Appennino al confine tra Molise e Abruzzo» si legge nella delibera di Giunta. «Senza il presidio “Caracciolo” l’Alto Molise e l’Alto Vastese non avrebbero più un ospedale: avrebbero un vuoto» mettono nero su bianco gli assessori e il sindaco di Poggio Sannita.

«Il “Caracciolo” è molto più di un ospedale: è un presidio identitario, un punto di equilibrio sociale, un’ancora contro lo spopolamento. – vanno avanti gli amministratori caccavonesi – Toglierlo significa dire ai cittadini dell’Alto Molise dell’Alto Vastese che il loro territorio non è più considerato sostenibile, che vivere in montagna è una responsabilità individuale, non un diritto da garantire; significa, in ultima analisi, abbandonare una comunità. La riconversione del “Caracciolo” non è neutra: è una scelta che cambia la geografia dei diritti, che crea territori di serie diverse».

Per questi motivi, all’unanimità dei voti espressi, la Giunta comunale di Poggio Sannita ha deliberato di ricorrere al Tar per l’annullamento dei decreti commissariali che trasformano il “Caracciolo” in ospedale di comunità, cioè in una struttura a gestione infermieristica, sostanzialmente senza medici per la quasi totalità del tempo. Le spese legali di costituzione in giudizio, tuttavia, restano a carico del Comune di Agnone, proponente e capofila, quindi non graveranno sulle casse comunali di Poggio Sannita.

Francesco Bottone

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