La guerra del futuro si combatte contemporaneamente nelle trincee, nello spazio digitale e nelle menti delle persone. È il messaggio lanciato dal capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale Carmine Masiello, protagonista della serata conclusiva dell’undicesima edizione del “Festival del Sarà – Dialoghi sul futuro”, ideato e diretto da Antonello Barone, dedicata al tema “L’era della supremazia”.
Davanti al pubblico di Piazza Duomo, il generale ha delineato lo scenario strategico internazionale, segnato dal ritorno dei conflitti convenzionali, dall’accelerazione tecnologica e dalla crescente pressione della guerra cognitiva.
«Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito in questo periodo sta in trincea nel suo ufficio e cerca di capire dove va il mondo, per poi trasformare l’esercito nella misura più rapida ed efficace possibile», ha affermato Masiello.

Sul fronte della sicurezza europea, il generale ha ribadito la centralità dell’Alleanza Atlantica: «La NATO conserva tutta la sua valenza, anzi la conserva ancora di più, perché nel mondo di oggi non si può prescindere da un’alleanza forte». Allo stesso tempo, ha sostenuto la necessità di rafforzare il pilastro europeo della difesa, anche alla luce del progressivo riequilibrio strategico degli Stati Uniti verso altre aree del mondo.
«Gli investimenti si fanno normalmente dove c’è sicurezza», ha osservato, ricorrendo alla metafora del mercato immobiliare: «Io non comprerei mai un appartamento in un quartiere malfamato. Se saremo capaci di rendere l’Europa un continente sicuro, avremo anche la possibilità di far ripartire questa Europa».
Secondo Masiello, l’Europa deve superare «l’illusione che al termine della Guerra Fredda fosse scoppiata la pace», convinzione che avrebbe contribuito per anni al sottofinanziamento della difesa.
Il generale ha indicato nei conflitti in Ucraina e in Iran un «tragico laboratorio per sperimentare il futuro della guerra», dove convivono tre livelli di scontro: quello convenzionale, quello tecnologico – tra droni, cyber e intelligenza artificiale – e quello cognitivo.
Proprio sul fronte tecnologico ha evidenziato il limite delle procedure di acquisizione militare. «Se voglio un drone di ultima tecnologia ci metto qualche anno per averlo. Ciò vuol dire che quando mi entrerà in servizio sarà già stato superato». Per questo, ha spiegato, l’Esercito sta investendo soprattutto nella formazione, con «migliaia di soldati idonei a pilotare dei droni».
La sfida più complessa, tuttavia, resta quella della manipolazione dell’informazione. «Nella guerra cognitiva non riusciamo nemmeno a difenderci perché non siamo formati», ha detto, sottolineando l’esigenza di educare le nuove generazioni a riconoscere i meccanismi della disinformazione e dell’influenza algoritmica.
Per affrontare questo scenario, l’Esercito ha avviato anche una revisione della formazione degli ufficiali, introducendo un corso universitario di Scienze strategiche a indirizzo filosofico, sviluppato con l’Università di Modena. «Penso che non solo gli ufficiali, anche i sottufficiali e i soldati siano capaci di sviluppare dei pensieri che possono affrontare problemi complessi», ha osservato.
Nel passaggio conclusivo, Masiello ha richiamato l’articolo 52 della Costituzione: «È finita l’era in cui avevamo solo diritti. È iniziata l’era in cui dobbiamo anche capire che ci sono dei doveri». E ancora: «La difesa della patria è sacro dovere di ogni cittadino… del salumiere, dell’impiegato di banca, dell’ingegnere, di tutti, perché la patria è di tutti».
Durante la serata è stato affrontato anche il tema della sanità militare. L’Ordine delle Professioni Infermieristiche ha chiesto l’istituzione di un gruppo di lavoro per valorizzare la figura dell’infermiere militare, proposta accolta dal generale, che ha ricordato come dal 2027 la sanità militare assumerà una dimensione interforze.
La riflessione si è poi allargata agli aspetti politici, etici e filosofici dell’intelligenza artificiale. Domenico Petrolo ha affrontato il tema dell’identità e dei nuovi nazionalismi, Markus Krienke ha richiamato il ruolo della dottrina sociale della Chiesa nella difesa della persona di fronte al potere tecno-economico, mentre Andrea Colamedici ha messo in guardia dai rischi di un’immaginazione sempre più modellata dai sistemi di IA.
Cecilia Celeste Danesi ha evidenziato le nuove forme di interferenza digitale nelle democrazie occidentali, Riccardo Manzotti ha richiamato la necessità di tradurre l’etica in azioni concrete, mentre Uljan Sharka, fondatore di Domin, ha annunciato che la sua società si è aggiudicata la gara della Commissione europea per sviluppare il modello sovrano europeo di intelligenza artificiale, denominato “Europa”.
A chiudere la manifestazione è stata una dimostrazione di traduzione simultanea assistita dall’intelligenza artificiale, proposta da Sébastien Bratière di Translated, come esempio delle potenzialità della tecnologia quando orientata alla cooperazione e non alla divisione.
Il Festival si conclude questa sera sempre dalle 21 con la presentazione del libro Rossobruni. Quando gli estremi si uniscono per colpire la democrazia di Stefano Cappellini – direttore de La Repubblica (vc). Alle 21, 30 si parla di Sovranità europea: energia, automotive, difesa, spazio e ne discutono: Francesco Profumo – Presidente IsyBank gruppo Intesa Sanpaolo, Fabio Pressi – Ceo A2A E-Mobility – Presidente Motus-E, Raffaele Mauro – Co-fondatore e General Partner Primo Space, Gianluca Ansalone – Head of Public Affairs & Sustainability in Novartis Italia, Professore di Geopolitica, Strategia e Public Affairs Campus Biomedico di Roma, Elisa Martinotti – Global Trade and Government Relations Senior Manager at Safran Electronics & Defense. Alle 22,30 presentazione del libro Gentilezza in prestito di e con Andrea Di Vincenzo – Ad Prestiter. Appuntamento promosso dalla Camera di Commercio del Molise, in collaborazione con Biennale Tecnologia del Politecnico di Torino e il CIID – Copenhagen Institute of Interaction Design. Il celebre artista italiano Maurizio Cattelan ha concesso l’utilizzo della riproduzione visiva della sua iconica opera d’arte L.O.V.E. – Libertà, Odio, Vendetta, Eternità -, comunemente nota come Il Dito, per il concept grafico dell’XI edizione del Festival del Sarà – Dialoghi sul futuro. A2A e Prestiter sono i Main Partner dell’evento, mentre Fondazione Veronesi entra tra i compagni di viaggio del Festival del Sarà come Charity Partner grazie a OPI Molise che ha “donato” i propri spazi di promozione e visibilità alla Fondazione Veronesi.