La partenza moscia delle prime rilevazioni, poi il cambio di passo e gli agnonesi, nel pomeriggio e soprattutto nella serata di ieri, a dispetto di qualche analisi pessimistica della vigilia, sono andati alle urne, a votare, nonostante l’assenza di uno sfidante reale al ricandidato sindaco Saia. Il dato di ieri sera alle ore 23, cioè alla chiusura dei seggi, riportava 1931 agnonesi votanti, cioè che si sono fisicamente presentati alle urne, sui 3788 aventi diritto iscritti nelle liste elettorali.

Già dalla serata di ieri, dunque, sarebbe stato superato il quorum di validità previsto per le elezioni nel caso in cui si fosse presentate una sola lista, quella di “Nuovo Sogno Agnonese“. Le contorte normative in materia, in particolare, l’art.6, comma 2, del decreto-legge n. 41/2022 stabilisce infatti che siano eletti tutti i candidati consiglieri compresi nell’unica lista ammessa e il candidato sindaco collegato purché la lista stessa “abbia riportato un numero di voti validi non inferiore al 50 per cento dei votanti e il numero dei votanti non sia stato inferiore al 40 per cento degli elettori iscritti nelle liste elettorali del comune” e che ai fini del calcolo del suddetto quorum “per la determinazione del numero degli elettori iscritti nelle liste elettorali del comune non si tiene conto degli elettori iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE) che non esercitano il diritto di voto”.

Una questione accademica, ormai, visto che il problema è stato risolto alla radice con la presentazione della lista “Agnone al Futuro” collegata al candidato sindaco Marco Cacciavillani.
Al netto dell’esito delle urne, cioè di chi vincerà tra Saia e Cacciavillani, perché non è affatto scontato che gli agnonesi abbiano votato in un certo modo anziché in un altro, il primo segnale che arriva da Agnone è forte, quasi in controtendenza rispetto a quando accade a livello nazionale: sconfitto l’astensionismo. E non si tratta solo di un tecnicismo legato alla soglia del quorum di validità, perché andare alle urne significa aver preso a schiaffi la rassegnazione e il senso di impotenza rispetto alle dinamiche politiche che penalizzano le aree interne. Gli agnonesi vanno a votare, anche senza il centrodestra come opzione sulla scheda elettorale; una prima e importante lezione civica di democrazia, una voglia di protagonismo e di rivincita di una intera città.
Francesco Bottone