• In evidenza
  • Il miele solidale della Caritas e una campana di Agnone nelle mani del futuro Papa

    L’apiario solidale della Caritas diocesana di Trivento protagonista, in occasione della Giornata mondiale delle api, grazie ad un gesto semplice, ma dal significato profondo e forse addirittura profetico: la consegna nelle mani del cardinale di Bologna, Matteo Maria Zuppi, di un vasetto di miele prodotto dalle “api di Dio“.

    L’alto prelato, del quale già si parla come il futuro Pontefice, anche se la scelta del Papa almeno teoricamente resta appannaggio e prerogativa della Divina Provvidenza, è stato ospite, nei giorni scorsi, della Caritas diocesana di Trivento e della scuola di formazione all’impegno sociale dirette da don Alberto Conti. Al termine dell’incontro il sacerdote, parroco di Castelguidone, ha voluto omaggiare il cardinale Zuppi con un vasetto di miele prodotto dall’apiario solidale attivo da qualche anno presso il Villaggio San Vito.

    L’apiario solidale attivato dalla Caritas diocesana presso il Villaggio San Vito di Castelguidone

    Un progetto fortemente voluto da don Alberto Conti, direttore della Caritas, finanziato con i fondi dell’8 per mille alla Chiesa Cattolica. Il senso dell’apiario solidale è quello di insegnare i rudimenti e le basi dell’apicoltura a persone in difficoltà e senza occupazione dell’Alto Molise e dell’Alto Vastese, in  modo da avviarli alla auto-imprenditorialità.

    Nei mesi scorsi un vasetto dello stesso miele prodotto sul territorio della diocesi di Trivento dalle “api di Dio” è stato consegnato da don Alberto nelle mani dell’attuale Papa Bergoglio. Una singolare coincidenza o forse un segno profetico che magari sarà di buon auspicio per l’elezione al Soglio di Pietro, quando si renderà necessaria, del cardinale Zuppi.

    Oltre al vasetto di miele il cardinale di Bologna ha ricevuto in omaggio una creazione artistica realizzata dalla Pontificia fonderia Marinelli di Agnone. Insomma, nelle mani e forse anche nel cuore del futuro Papa c’è un “pezzetto” di Alto Molise e della piccola, ma operosa diocesi di Trivento.

    Caterina d’Alba

    Sostieni la stampa libera, anche con 1 euro.

    Rispondi