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sabato 18 Aprile 2026
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Emergenza sanitaria a Roccaspinalveti, arriva prima l’elicottero da Pescara che l’ambulanza via terra

Emergenza urgenza, questa mattina, a Roccaspinalveti, quando per inspiegabili motivi la postazione 118 di Castiglione Messer Marino è stata lasciata senza medico a bordo, pur se previsto dai servizi predisposti dalla Asl. Un dolore toracico, in un paziente…

Emergenza urgenza, questa mattina, a Roccaspinalveti, quando per inspiegabili motivi la postazione 118 di Castiglione Messer Marino è stata lasciata senza medico a bordo, pur se previsto dai servizi predisposti dalla Asl.

Un dolore toracico, in un paziente fragile, fa scattare la macchina dei soccorsi, che tuttavia deve fare i conti con una viabilità compromessa e l’isolamento territoriale in cui versa il piccolo centro montano. E’ un codice rosso, il paziente rischia la vita.

Parte l’ambulanza da Torrebruna, la prima utile e disponibile, senza medico a bordo ovviamente. Il problema è che per raggiungere Roccaspinalveti, quasi completamente isolato, il mezzo di soccorso deve fare il giro per Carunchio, Palmoli e poi risalire verso l’abitato di Roccaspinalveti. Strade interrotte e interdette ovunque, che rendono vano il concetto stesso di emergenza urgenza, tra l’altro, è utile sottolinearlo per chi siede nelle stanze del potere, senza la presenza di un medico.

Forse attivata dal medico curante del paziente, non è ancora del tutto chiara la dinamica dell’accaduto, l’eliambulanza decolla da Pescara e in mezz’ora abbondante raggiunge Roccaspinalveti e atterra presso il campo sportivo. Il problema è che il paziente da prendere in carico non c’è, è ancora a casa propria, perché l’ambulanza non è ancora arrivata, sta percorrendo chilometri di strade in dissesto. Il medico dell’eliambulanza decide allora di recarsi presso l’abitazione del paziente, proprio perché si tratta di un codice rosso, con un passaggio di un’auto privata, questo almeno raccontano i residenti. Sembra una scena di uno scenario di guerra, invece è la realtà quotidiana nell’Alto Vastese, quello potenziato e attenzionato solo a chiacchere dalla Asl e dalla Regione Abruzzo.

Giunta sul posto, la dottoressa dell’eliambulanza tenta di stabilizzare il paziente, ma si pone il problema di farlo trasportare presso il campo sportivo dove lo attende il velivolo. L’ambulanza attivata via terra non arriva, è ancora in viaggio. Il tempo stringe e il tempo, in questi casi, rappresenta il discrimine tra la vita e la morte.

Assumendosi la piena responsabilità, la figlia del paziente in stato di necessità trasporta con auto propria il genitore presso il campo sportivo. L’uomo viene finalmente preso in carico dall’eliambulanza e trasferito d’urgenza presso l’ospedale di Chieti dove è tutt’ora ricoverato.

Una pagina di ordinaria follia nell’Alto Vastese, dove il medico a bordo dell’ambulanza c’è quando capita e dove le ambulanze India, con le strade dissestate e chiuse al traffico, impiegano ore prima di arrivare sul posto dove servono.

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