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martedì 28 Luglio 2026
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Morti sul lavoro, “Corpi al Macello” a Capracotta. Paglione: «La memoria non basta, deve tradursi in impegno concreto»

Il diritto di lavorare, ma soprattutto quello di non morire lavorando. E' stato presentato nei giorni scorsi, a Capracotta, nella Casa della Cultura presso il Municipio, "Corpi al Macello" l'ultimo libro del giornalista e scrittore Giovanni Mancinone, edito…

Il diritto di lavorare, ma soprattutto quello di non morire lavorando. E’ stato presentato nei giorni scorsi, a Capracotta, nella Casa della Cultura presso il Municipio, “Corpi al Macello” l’ultimo libro del giornalista e scrittore Giovanni Mancinone, edito da Rubettino.

«Un’opera intensa e necessaria che racconta le storie di uomini e donne del nostro Molise che hanno perso la vita sul lavoro. – commenta il sindaco Candido Paglione, che ha presenziato all’evento culturale – È stata una conversazione profonda, a tratti commovente, che ci ha portato a riflettere sul valore del lavoro, della dignità e della sicurezza. L’emozione è stata particolarmente forte quando abbiamo ricordato i minatori morti a Marcinelle, a settant’anni dalla tragedia, Francesco Paolo Longo di Agnone, che perse la vita durante la costruzione del Ponte Sente, e tanti altri lavoratori molisani. Nel mio intervento ho voluto ricordare anche Marcinelle e Monongah, dove sono stato di persona, due luoghi simbolo dell’emigrazione e del sacrificio dei nostri corregionali. Con loro ho ricordato i lavoratori capracottesi che, in circostanze diverse, hanno perso la vita mentre svolgevano il proprio lavoro. La loro memoria ci richiama ogni giorno al dovere di costruire un Paese più giusto e più sicuro».

Giovanni Mancinone ha più volte sottolineato come le morti sul lavoro rappresentino un’autentica «vergogna nazionale e un tradimento intollerabile dei principi fondamentali della nostra Costituzione». Parole forti, ma necessarie, che invitano tutti a una riflessione profonda. «Un sentito ringraziamento a Luigi Carbone, giornalista della sede Rai della Campania, che ha illustrato con competenza e sensibilità i temi centrali del libro, e a Francesco Di Rienzo, presidente dell’Associazione Amici di Capracotta, che insieme al Comune ha reso possibile la riuscita di questa importante iniziativa. – aggiunge Paglione in chiusura – La memoria, però, non basta. Deve tradursi in impegno concreto. Mai più morti sul lavoro. Più formazione, più prevenzione, più attenzione alla sicurezza, ogni giorno. Perché nessuno dovrebbe perdere la vita semplicemente facendo il proprio lavoro.

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