Vince, ma è sempre in difficoltà, perché da buon democristiano distribuisce deleghe e compone equilibri che, nonostante i suoi sforzi, restano instabili. Sembra una maledizione quella che si abbatte sul pluri-sindaco di Agnone nonché presidente della Provincia di Isernia. Il suo problema non sono le elezioni, perché quelle le stravince a mani basse. I problemi nascono dopo, a risultato acquisito, quando si tratta di distribuire le famose “poltroncine”, le deleghe in Giunta o in Consiglio, tra gli eletti appunto. Già la nomina dell’esecutivo in Comune, dopo elezioni dove Saia ha corso e vinto senza sfidanti, ha creato qualche tensione non ancora pienamente rientrata.

Il maggior problema è stato ricucire lo strappo in maggioranza creatosi con la “defenestrazione” dalla Giunta della ex assessora al Bilancio, Amalia Gennarelli. Per placare le ire della “silurata” in questione Saia l’ha fatta eleggere anche in Provincia, dopo averle assegnato in Comune la delega allo Sport, sia pure in veste di consigliera. Una delega che tra l’altro si sta rivelando meno facile del previsto nella sua gestione, per via di alcuni imbarazzi che pare stiano nascendo in relazione all’utilizzo del rinnovato palazzetto dello sport da parte di alcune associazioni. Un tema di cui parleremo più approfonditamente nei prossimi giorni, se e quando ci saranno sviluppi che si preannunciano clamorosi.

Ora è la Provincia a confermare quanto sia azzeccato, per Saia, il nomignolo che qualche cronista gli ha affibbiato: Re tentenna. Il riferimento storico, lo sanno quasi tutti coloro che hanno frequentato almeno le scuole medie, è al sovrano Carlo Alberto di Savoia per via del suo carattere indeciso, oscillante tra idee liberali e tendenze reazionarie. Saia non oscilla affatto tra questi due estremi, lui è notoriamente un democristiano, pur spacciandosi per socialista. I suoi proverbiali “tentennamenti” si riferiscono, in Provincia, all’assegnazione delle deleghe ai consiglieri eletti. Le elezioni sono andate meglio del previsto, la coalizione di centrosinistra ha conquistato la maggioranza: sei seggi contro i quattro dell’opposizione. Situazione ribaltata rispetto al passato. Ma proprio ora che le cose sembrano andar meglio rispetto all’anatra zoppa, cioè con una maggioranza di colore opposto a quello della presidenza, ecco che torna la maledizione: Saia è o forse sembra in difficoltà nell’assegnazione delle deleghe e prende tempo, rinviando, pare, il tutto, a dopo l’estate.

Una decisione, un tentennamento appunto, che sta creando malumori proprio in seno alla maggioranza di centrosinistra. Chi farà cosa nel frattempo? L’ex vicepresidente facente funzioni, Manolo Sacco, continuerà a gestire la viabilità e gli appalti pubblici? E a che titolo, visto che ha perso le elezioni di secondo livello e ora siede tra i banchi dell’opposizione. Queste sono le domande, legittime, che serpeggiano tra gli eletti in maggioranza, in quel centrosinistra che non vede l’ora di prendere in mano le redini della gestione provinciale. In ballo ci sono non solo appalti pubblici sulla viabilità e il dissesto idrogeologico da milioni di euro, ma anche l’affare delle assunzioni di nuovo personale in Provincia; si parla di una ventina abbondante di unità. Un’occasione troppo ghiotta per pensare di lasciarla nelle mani di un esponente della minoranza di centrodestra solo perché il presidente Saia non ha il coraggio di decidere e di assegnare le famose deleghe ai consiglieri di maggioranza appena eletti.

Insomma, nonostante l’esito delle urne abbia premiato il centrosinistra, le questioni più delicate e redditizie anche in termini di visibilità e utilità elettorale, resterebbero nelle mani di Manolo Sacco, che siede però dall’altro lato dello schieramento, quello che ha perso. Non propriamente un dettaglio. Uno stallo politico che non solo rischia di paralizzare il regolare andamento della gestione amministrativa provinciale, ma che continua ad esacerbare attriti e tensioni in seno alla maggioranza. Saia non è nato ieri, queste cose le sa, ma per insondabili motivazioni ha deciso comunque di prendere tempo. Il Re tentenna, appunto. Adesso bisogna pensare all’estate e al divertimento, trasformando i centri dell’Alto Molise in parco giochi e teatri o palchi per i turisti e vacanzieri, poi si vedrà.
Francesco Bottone