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giovedì 11 Giugno 2026
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Ospedale declassato, Saia e Petrecca si giocano la carta politica: ricevuti dal capo di gabinetto di Giorgia Meloni

La "vertenza" dell'ospedale di Agnone finisce direttamente all'attenzione della presidente del Consiglio dei ministri, l'onorevole Giorgia Meloni. Emergono infatti nuovi particolari in merito alla missione "segreta" del sindaco Daniele Saia e dell'assessore Mario Petrecca che ha avuto come…

La “vertenza” dell’ospedale di Agnone finisce direttamente all’attenzione della presidente del Consiglio dei ministri, l’onorevole Giorgia Meloni. Emergono infatti nuovi particolari in merito alla missione “segreta” del sindaco Daniele Saia e dell’assessore Mario Petrecca che ha avuto come teatro i palazzi romani dove vengono prese le decisioni politiche. I due amministratori agnonesi sono stati ricevuti, martedì mattina, addirittura dal capo di gabinetto della presidente Meloni.

Un incontro politico, dunque, non tecnico, perché altrimenti la sede istituzionale sarebbe stata quella del Ministero della Salute e non la Presidenza del Consiglio dei Ministri. E la natura prettamente politica della missione spiega anche la presenza dell’assessore Petrecca nella delegazione agnonese. Anzi, a dirla tutta, l’udienza è stata probabilmente ottenuta proprio dal commendatore Petrecca, che deve aver attivato qualche suo canale politico e fatto valere le sue note conoscenze nei piani alti della politica e delle istituzioni.

In merito all’esito dell’incontro romano l’ufficio della propaganda del sindaco Saia non ha comunicato alcunché, come se una missione di un sindaco e di un assessore in carica fosse una questione privata, da tenere segreta appunto. Le indiscrezioni, tuttavia, trapelano e ne diamo conto ai lettori per dovere di cronaca. I due amministratori locali avrebbero illustrato, documenti e statistiche alla mano, direttamente al capo di gabinetto della Premier, le difficoltà del territorio dell’Alto Molise e avrebbero tentato di far comprendere che il declassamento del “Caracciolo” ad ospedale di comunità darebbe il colpo di grazia a tutta l’area montana a cavallo tra Abruzzo e Molise.

Tra l’altro, perdendo lo status di ospedale di area disagiata, il “Caracciolo” non avrebbe nemmeno più il Pronto soccorso, né il sistema dell’emergenza urgenza. Senza ambulanza del 118 e senza medici l’intero territorio sarebbe intuibilmente esposto ad un rischio incalcolabile; si parla della vita stessa dei residenti che verrebbe messa in pericolo. La volontà dei commissari ad acta Di Giacomo e Bonamico di declassare il “Caracciolo” ad ospedale di comunità, nei fatti una struttura a gestione infermieristica con la supervisione di un medico solo per qualche ora a settimana, sarà impugnata, come annunciato dallo stesso Saia, davanti al Tribunale regionale amministrativo, ma la battaglia sarà anche politica, non solo giudiziaria a quanto pare. E l’incontro romano è stato proprio questo, il tentativo di investire della vicenda il vertice politico dello Stato, direttamente la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Francesco Bottone

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