«Mentre chiudono i reparti, mentre tagliano servizi e assistenza, in Molise si spendono 60 milioni di euro l’anno circa per servizi non sanitari negli ospedali: una spesa che negli anni è addirittura aumentata. È questa l’inaccettabile realtà che viene fuori esaminando le carte sui conti della nostra sanità regionale, un’attività che ho cominciato già nel 2018 e che continuerò fino a quando sarà fatta totale trasparenza su carenze e sprechi che rischiano di colpire il diritto alla salute di tutti i molisani».

Inizia così la nota del capogruppo M5S in Consiglio regionale, Andrea Greco, sulla Sanità. «Le ultime decisioni di commissari e sodali politici sono chiare: tagli agli ospedali di Agnone, di Termoli, di Isernia, eppure si continua a spendere cifre esorbitanti nell’ambito dell’organizzazione aziendale, per i servizi cosiddetti non sanitari: parliamo di pulizie, mense, lavanolo e manutenzione ordinaria e del verde pubblico. I dati e i numeri mostrano tutta l’illogicità di questa gestione».

«Prendiamo l’ospedale “Caracciolo” di Agnone: si condanna un’intera area tra Molise e Abruzzo tagliando i servizi diretti e salva vita per risparmiare poco più di un milione di euro all’anno, ma spendiamo circa 300.000 euro annui (circa mille euro al giorno) soltanto per la pulizia della struttura e milioni per altri servizi esternalizzati. – continua Greco nella sua analisi – Al “Veneziale” di Isernia il copione si ripete: si chiude il Punto Nascite pensando al risparmio economico, ma contemporaneamente ad esempio sperperiamo 700.000 euro all’anno per far sterilizzare i ferri chirurgici da una ditta esterna. In pratica un servizio che potrebbe essere svolto all’interno di Asrem, è affidato all’esterno a costi esorbitanti. E mentre al “San Timoteo” di Termoli mettono in difficoltà l’intero basso Molise chiudendo l’Emodinamica, studiando le carte si scopre che intanto il Molise spende ben 250.000 euro all’anno per la manutenzione di un verde pubblico ospedaliero tenuto anche male. Questa è solo la punta dell’iceberg. Basti pensare, sempre per fare un altro esempio, che la multinazionale tedesca Dussmann si è aggiudicata un appalto quadriennale da circa 34 milioni di euro netti per la sola pulizia degli ospedali, peraltro scatenando un valzer di subappalti.
Sono cifre e fatti che meritano attenzione e approfondimenti. Ad esempio è importante sapere esattamente quanto sono pagati i lavoratori e le lavoratrici delle pulizie dei nostri ospedali, con quali contratti sono stati assunti e per quale motivo si continua a esternalizzare i servizi invece di internalizzare e abbattere i costi».

«Davanti a tutto ciò è del tutto inspiegabile che la struttura commissariale si concentri unicamente nel chiudere i presidi pubblici di tutela della salute lasciando lievitare i costi di questi appalti milionari. – chiude il consigliere regionale Greco – Chiedo a gran voce che i sindaci pongano l’accento sui milioni di euro che gravano sulle casse pubbliche ripercuotendosi sulla qualità delle cure ai molisani. Continuerò a studiare, ad approfondire, a cercare verità e raccontare la realtà per quella che è. I cittadini hanno il diritto di sapere nomi, cognomi e ditte affidatarie di un sistema che sembra pensato per spendere e non per risparmiare. Far luce su tutto questo è doveroso per tutelare il diritto alla salute che oggi invece in Molise è troppo spesso insultato».