Un blackout elettrico, nella giornata di ieri, avrebbe mandato fuori uso la Tac dell’ospedale “Veneziale” di Isernia. Per sopperire all’emergenza verificatasi e per le urgenze, diversi pazienti dall’ospedale pentro sono stati inviati presso il “Caracciolo” di Agnone al fine di essere sottoposti all’esame previsto per mezzo della Tac in dotazione. La lettura del referto è avvenuta sempre a distanza, tuttavia l’episodio mostra che l’ospedale agnonese non è affatto un carrozzone inutile come vogliono far credere i commissari ad acta per la sanità.

«L’ospedale Caracciolo di Agnone ha salvato i pazienti di Isernia. È questa la fotografia che emerge dalla critica situazione che si è verificata oggi. – commenta il sindaco Daniele Saia – A causa di un guasto elettrico, la TAC dell’ospedale Veneziale ha subito danni ed è risultata inutilizzabile. Di conseguenza, i medici sono stati costretti a dirottare i pazienti verso la struttura ospedaliera di Agnone, dotata di una nuovissima TAC, per eseguire gli esami senza contrasto. Cosa sarebbe successo se l’ospedale di Agnone fosse già stato riconvertito? Cosa avrebbero dovuto fare i pazienti? Un’intera provincia sarebbe stata in ginocchio. Oggi è emersa la nuda realtà: se un presidio territoriale viene depotenziato, l’intero sistema va in tilt al primo imprevisto. E chi paga sono i cittadini. L’ospedale di Agnone non è un ospedale di troppo come qualcuno ci vuole far credere. Pensare di ridurlo a struttura marginale significa condannare un intero territorio al deserto sanitario. Non possiamo accettarlo, e continueremo a batterci perché venga garantita la piena funzionalità dell’ospedale e il diritto alla salute dei nostri cittadini. Vi aspettiamo domani pomeriggio, alle 18, davanti al Caracciolo per ribadirlo ancora tutti insieme».