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sabato 25 Luglio 2026
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Deleghe in Provincia, Sacco bacchetta Paglione e chiede spazio: «Ho preso più voti di tutto il centrosinistra»

«Ma quali "inciuci" e quali siluramenti? La realtà è che gli amministratori che hanno votato alle provinciali hanno forse silurato Paglione, visto che il sottoscritto ha preso più voti di tutta la lista di centrosinistra». Polemiche al calor…

«Ma quali “inciuci” e quali siluramenti? La realtà è che gli amministratori che hanno votato alle provinciali hanno forse silurato Paglione, visto che il sottoscritto ha preso più voti di tutta la lista di centrosinistra». Polemiche al calor bianco tra Manolo Sacco e Candido Paglione, entrambi sindaci e consiglieri provinciali eletti. Nei giorni scorsi il primo cittadino di Capracotta ha inviato un chiaro messaggio al presidente Saia: basta “inciuci” con il centrodestra e con Manolo Sacco in particolare, perché non servono più accordi trasversali visto che il centrosinistra ha conquistato sei seggi sui dieci disponibili.

Il sindaco di Capracotta e consigliere provinciale, Candido Paglione

Un “siluramento” bello e buono per Sacco che nella precedente fase amministrativa è stato il braccio destro del presidente Saia, il facente funzioni di vicepresidente, gestendo l’importante e delicata delega dei lavori pubblici. «Gli inciuci di cui parla Paglione sono stati dei semplici accordi trasversali, come se ne fanno ad ogni livello istituzionale, posti in essere tra l’altro in fase di elezione del presidente della Provincia di Isernia, non dopo» precisa il sindaco di Pescolanciano, Manolo Sacco. Nel precedente Consiglio provinciale si è verificata la condizione che i politologi chiamano “anatra zoppa”: una maggioranza di un colore diverso da quello della presidenza. L’accordo, trasversale appunto, è stato finalizzato ad assicurare un’amministrazione in Provincia nonostante la divergente appartenenza politica del Consiglio e del presidente. Un accordo politico che ha poi “fruttato” a Manolo Sacco l’importante delega che ha retto e che in realtà ancora gestisce, almeno fino all’assegnazione dei nuovi incarichi da parte del presidente Saia.

Primo da destra Manolo Sacco con gli altri consiglieri provinciali di minoranza

«Lo stesso presidente, in questi giorni, sulla stampa, ha continuato ad apprezzare il mio operato. – aggiunge Manolo Sacco – Negli anni appena trascorsi ho sempre dimostrato lealtà e condivisione di intenti con il presidente Saia, anche nella delicata vicenda dell’ospedale “Caracciolo” di Agnone, ad esempio, o nell’applicazione della Strategia nazionale per le aree interne». Un impegno, leale e collaborativo, che lo stesso Saia ha riconosciuto al consigliere Sacco, anche se oggi, come ha sottolineato appunto Candido Paglione, gli equilibri politici sono cambiati e in favore del centrosinistra.

Il ruolo di Sacco ne esce sicuramente ridimensionato, pur avendo preso lo stesso una valanga di voti e risultando il primo degli eletti. Una stortura frutto di una legge elettorale piuttosto discutibile. E Sacco, nella sua replica a Paglione, lo chiama direttamente in causa: «Sarebbe il caso di ricordare al sindaco di Capracotta che anche nei confronti del suo Comune c’è sempre stata la massima disponibilità e collaborazione da parte del sottoscritto. Basta vedere quanti e quali investimenti di risorse pubbliche sono stati assegnati a Capracotta e al comprensorio del Molise Altissimo. Pur non avendo la delega, Paglione ha ottenuto e gestito tanti i fondi per la messa in sicurezza delle maggiori arterie di collegamento da e per il suo Comune, più degli altri centri della provincia pentra. E anche la sua elezione nell’Egam, se proprio vogliamo a dirla tutta, è stata appoggiata da tale Manolo Sacco, sempre per un discorso di difesa del territorio. Forse è il caso che Paglione ricordi queste cose prima di lanciare strali sul giornale».

Il presidente Saia con i consiglieri eletti di centrosinistra

Insomma, non ci sta Manolo Sacco ad essere scaricato e messo da parte solo perché in Consiglio provinciale la maggioranza dei seggi è andata alla coalizione di centrosinistra, di cui è autorevole rappresentante proprio Candido Paglione. Una polemica infuocata e a distanza che rischia di travolgere anche la presidenza, con il “povero” Saia che, nell’assegnazione delle deleghe, dovrà sì prendere atto dei mutati equilibri di forza in seno al Consiglio di via Berta, ma anche dei tanti consensi personali intercettati dal consigliere Sacco che evidentemente ha ben lavorato nella precedente fase amministrativa.

Francesco Bottone 

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