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giovedì 18 Giugno 2026
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La cultura e i territori: valori, modelli e strumenti per lo sviluppo delle aree interne

Due giornate di confronto, riflessione e progettazione condivisa tra territorio, istituzioni e ricerca hanno accompagnato in Molise la presentazione del Rapporto Italiadecide 2025, “La cultura e i territori. Valori, modelli e strumenti per lo sviluppo delle aree interne”. Gli…

Due giornate di confronto, riflessione e progettazione condivisa tra territorio, istituzioni e ricerca hanno accompagnato in Molise la presentazione del Rapporto Italiadecide 2025, “La cultura e i territori. Valori, modelli e strumenti per lo sviluppo delle aree interne”. Gli incontri – svoltisi tra Castel del Giudice e UniMol, nella Sala “E Fermi” della Biblioteca di Ateneo a Campobasso – moderati dalla prof.ssa Letizia Bindi, hanno dato vita a un fitto confronto tra istituzioni, università e amministrazioni locali. Il Rapporto intende scardinare la narrazione marginalizzante delle aree rurali e montane, che rappresentano ben i due terzi del territorio nazionale.

La Presidente di Italiadecide, Sen Anna Finocchiaro, e il Direttore scientifico, dott.ssa Daniela Viglione, hanno evidenziato come l’Italia sia un Paese policentrico. Di conseguenza, le aree interne non vanno vissute come periferie isolate, ma come laboratori strategici capaci di generare innovazione e risposte ai problemi storici del Paese. Per fare ciò, il Rapporto propone tre pilastri metodologici: una forte collaborazione pubblico-privata, innovazioni incrementali e continue, monitoraggio costante dei risultati. In questo scenario, la cultura diventa una leva politica unificante e un investimento comunitario a lungo termine. Essa è in grado di connettere il welfare, la sanità, le scuole e l’economia locale, restituendo voce politica alle comunità.

Cruciale si rivela anche il ruolo dell’Università degli Studi del Molise, impegnata nella Terza Missione per applicare la ricerca direttamente sui territori di frontiera. Il dibattito ha inoltre toccato i limiti dei sistemi di monitoraggio ministeriali nel misurare l’impatto sociale, indicando nei progetti comunitari sulle energie rinnovabili (CER) una nuova e irrinunciabile forma di welfare condiviso.  A Castel del Giudice, il sindaco Lino Gentile e l’ingegnere Rosita Levrieri hanno illustrato i risultati di una progettazione territoriale multidisciplinare applicata nel corso di un triennio. Gli assi principali dell’intervento e i relativi dati di impatto quantitativo comprendono: riqualificazione infrastrutturale ed energetica, attivazione di servizi culturali e formativi, sostegno economico ad imprese locali in sinergia con Progetto Appennino di Fondazione Garrone, attrattività turistica e culturali con flussi partecipativi in incremento.

La seconda sessione ospitata nella nell Sala “E Fermi” della Biblioteca di Ateneo, ha approfondito il legame tra mondo accademico e territorio, con gli interventi del Rettore UniMol, Giuseppe Peter Vanoli, e dei professori Angelo Belliggiano (Centro BioCult) e Luisa Corazza (Centro ArIA), è stato evidenziato l’impegno dell’Ateneo nella Terza Missione, finalizzata ad applicare la rendicontazione socio-economica direttamente sui territori di frontiera per generare un vantaggio competitivo duraturo. All’interno di questo ecosistema di ricerca e applicazione, sono state presentate alcune esperienze concrete, con il contributo della Regione Molise rappresentata dalla dott.ssa Sandra Scarlatelli (Coordinatrice dell’Area seconda della Giunta Regionale del Molise) sulle politiche agricole, turistiche e culturali; l’esperienza di Nella Rescigno per l’impresa culturale e creativa JustMò di Campobasso e i loro lavori sulla ideazione e strutturazione di ecomusei e musei virtuali per le comunità; la visione della sindaca di Casacalenda, dott.ssa Sabrina Lallitto, orientata verso una democrazia culturale e relazionale del fare e la valorizzazione delle tradizioni con il festival “Costruiamo Paesaggio” e il progetto “I suoni del Molise”.  In sintesi si è delineato un approccio moderno al rilancio dei territori considerati periferici, che mette al centro l’espressione culturale delle comunità locali. E l’obiettivo principale ha trovato la sua centralità nella riflessione ampia e condivisa sul rapporto tra cultura e territori, mettendo in sintonia prospettive istituzionali, scientifiche e operative.

È proprio in questo contesto che si inserisce l’impegno dell’Ateneo nel promuovere occasioni di confronto e approfondimento sui temi dello sviluppo territoriale, dell’innovazione e della valorizzazione delle risorse culturali, contribuendo alla costruzione di percorsi condivisi e sostenibili per il futuro delle comunità locali e delle aree interne del Paese.

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